Della fotografia mi ha sempre attratto il suo stretto legame con la dinamica del tempo e l’entropia; di cui se vogliamo ne è testimone involontaria. Il primo vero approccio con essa l'ho avuto in tarda adolescenza, spinto dall’interesse verso la corrente del futurismo, affascinato da opere come “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Giacomo Balla e “Elasticità” di Umberto Boccioni, iniziai a sperimentare. Una seconda componente fondamentale nella mia formazione è stato il cinema, nella sua omogenea complessità. Successivamente con il reportage giornalistico - seguendo le cronache di provincia - ho intrapreso un percorso che mi ha poi portato a un approccio professionale. Un percorso formativo di esperienza materiale coadiuvata dallo studio, poi confluito verso le varie realtà di cui è formata la fotografia. Con gli anni mi sono avvicinato alla fotografia di architettura e successivamente al ritratto, perché ho trovato in esso una sfida perpetua nel rappresentare condizioni e personalità diverse, rendendo perciò la fotografia stessa un’esperienza unica. Ho abitato per alcuni anni a Milano, scoprendo la fotografia di moda e al mondo le produzioni video. Ho viaggiato e conosciuto persone, arricchendo quello che solitamente chiamiamo bagaglio culturale. Mi piace scrivere e ascoltare musica, tant’è che collaboro costantemente con delle realtà editoriali italiane del settore. Lavoro prevalentemente in Toscana e a Milano, ma non perdo mai l’occasione di intraprendere qualsiasi viaggio che mi porti verso nuove esperienze.